PROGETTO SBARCHI - TESTIMONIANZE
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NOUREDDINE (traduzione “simultanea” di Karim)
Istituto Penale Minorile “Fornelli” di Bari, 15 Marzo 2005
Registrazione effettuata con telecamera analogica (8mm) Sony

Lui era in città, Marocco. Voleva venire in Europa. Era un giorno di Ramadan. Lui si è svegliato presto per venire. Sua testa ha detto: vai al porto. Con quattro ragazzi. Hanno saltato un muro per entrare in un parcheggio. Di camion. Non ho trovato niente. Niente di camion Lui è passato alla caserma e ha visto un poliziotto. Quel poliziotto ha detto: Oh Bastardi, fuori, fuori di… E loro ragazzi hanno preso paura e sono tornati a casa. E lui è rimasto da solo. C’era un legno per mettere sotto al camion. Lui ha comperato un pacchetto di sigarette. Per loro. Loro hanno fumato.Loro non ci hanno soldi, niente. Solo lui ha soldi. Loro hanno preso coraggio, sono tornati di nuovo, hanno trovato parcheggio pieno di camion. E poi lui nel parcheggio ha visto una guardia col bastone (guardia di camion)lui stava cercando sotto al camion. E lui ha trovato tutti e due quelli che funzionano (legni), poi lui ha lasciato il legno piccolo che non funziona e ha preso l’altro, il legno giusto. E lui ha trovato vecchi amici che hanno detto a lui: dove vai? Lui ha detto:vado in Europa. Hanno detto: buona fortuna.

E loro, i ragazzi che era con lui aspettano sopra il muro e lui ha preso quel legno e ha messo il legno sotto al camion, e lui è rimasto sotto, da solo, così (rannicchiato). Poi è venuto uno, per fare ( rubare) posto con lui e lui mandato vaffanculo! C’è solo un posto! E lui ha cominciato a correre. Lui è andato per prendere qualcosa per picchiarlo. La guardia ha visto quel ragazzo e poi l’ha mandato fuori. Poi è partito il camion. Lui è entrato in nave. Lui fortunato, non hanno cercato sotto al camion. Poi lui è entrato in nave. Poi nave è partita. Lui non lo sapeva. Lui ha visto il mare che si muoveva così. Poi voleva pisciare. C’era un sacchetto nella tasca…in quel sacchetto c’è un buco… poi lui ha buttato. Lui non sapeva che la nave era partita. Lui ha cambiato posto prima…Poi quando è arrivata nave, lui è entrato in un camion e poi fermato in un paese che si chiama Coseraz.. Era Ramadan e lui non voleva mangiare. E lui è rimasto fermo dalle otto del mattino alle cinque di sera. Poi è arrivato quello che guida. Poi partito di nuovo e poi è uscito di porto. E poi cominciato a scappare. Poi lui ha buttato i vestiti. “Solo un pantalone, come quello, blu. Anche una camicia. Anche un cappello. Anche una scarpa. Tutto buttato via. Anche un portafoglio. Ti giuro c’era una foto, li ho lasciati qua…anche il nome di mio fratello. Ho trovato un bar sono andato da lui e ha detto: cos’è arabo o francese? Non capisci italiano e neanche spagnolo. Capito? Dice lui, ho parlato con lui, quello che c’è al bar, c’era un ragazzo straniero al bar. Ho detto:dammi per favor sigarett. E lui ha detto:tieni e ho fumato sigaretta e dopo ho detto: dammi per favor a manger (da mangiare) e lui ha lasciato mezza baguette di pane, anche un pezzo di formaggio anche un’aranciata ma non ho mangiato niente, solo così ho mangiato (indica la falange di un dito), prendi e mangia, dopo ho buttato tutto fuori. Dopo andato per la strada, solo strada, non c’era casa né niente, c’è solo alberi e anche una strada. Vai Vai…dopo ho trovato un altro bar, ho detto dammi una sigaretta. Dove hai lasciato le sigarette? Alla maison (casa)….ho fumato, ho guardato una partita in televisione. Io sto al bar tre ore così, dalle otto fino alle undici di sera. Quel ragazzo ha detto dove andare che è notte e c’è freddo? Lui ha detto all’hotel. Io ho detto non ce ne ho soldi, sono straniero. Lui ha detto mi dispiace, ha fatto così lui ( con le mani). E lui è rimasto sulla sedia a mezzanotte sono stato sulla sedia fino alle quattro e mezza di mattino, sulla sedia. Io ho detto: vaffanculo tutta Europa! Io andare in Marocco adesso, voglio tornare al mio paese. “ Lui ha preso una strada, non sapeva dove andare. Andava fino al porto. Andato, andato. Ho fermato una macchina. Ferma, Ferma! Ho fermato una signora spagnola, grande, sessant’anni, settanta non lo so. Ha fermato la macchina e c’erano altri tre ragazzi con lei in quella macchina. Ha detto: dove vai? Ho detto: Non lo so, io ho detto così. E dopo è andata via. Vaffanculo. Dopo sono andato per la strada, vai vai vai. Dopo si è fermata un’altra macchina lui ha detto ancora: dove vai? Io ho detto: Andare…Lui ha detto: ma vaffanculo! E vaffanculo anche tu! E poi è finita la strada. Dove sono io? Al porto. Ed è arrivato al porto e ha trovato un signore e ho detto: dammi una sigaretta e lui ha lasciato una sigaretta winston per fumare. Lui mi controlla così ( gesti di perquisizione) e lui ha detto vieni con me alla macchina, sono andato in macchina, chiuso la finestra, dopo lasciare un caffè poi andato alla stazione dei pulmann . Dopo lasciato una giacca. Lui si è tirato (tolto)una giacca e ha detto:tieni prenditi quella giacca . Dopo ha lasciato mille pesetas, sei euro così. Anche amico di quel signore. Poi io dove sono andato? Andato in quella stazione, ho trovato un telefono e dopo ho chiamato in Marocco per prendere il telefono di mio fratello. E basta. E’ finito 0:56:35

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