RENATO
(Albania) Istituto
Penale Minorile “Fornelli” di Bari, 15 Marzo 2005 Registrazione
effettuata con telecamera analogica (8mm) Sony
TRAK
1 (00:00:00 – 06:40:00)
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Ti va di raccontarci un po’ nel dettaglio Il viaggio per venire
qua?
Quel
giorno sono venuti d’improvviso i miei amici e mi hanno detto:
stasera partiamo, vuoi venire? E io sono andato subito a parlare con
mio padre
-Ma
tu avevi già pensato di venire?
No,
una volta dovevo venire in itala, si però non sapevo quel
giorno, dai subito...Loro d’improvviso dai, stasera si parte
-E
tu sei andato da tuo padre
Si
e mi ha dato i soldi, un milione
-Di
lire?
No.
In albanese, di Lek, ma saranno. Quasi un milione di lire …sono
ottocento, novecento euro, però prima, tre anni fa, adesso
costa molto di più, a parte che non partono più, perché
è troppo difficile, hanno chiuso tutto e dove stavo…perché
c’è una isola piccola dove stavano tutti i gommoni…
-E
quindi tu sei andato da tuo padre e hai detto, papà, voglio i
soldi perché devo partire
E
me li ha dati subito, ma gli ho detto che te li restituisco…
no ma sono suo figlio.
-Cosa
vi siete portati nella valigia?
Io
ho preso quattrocentomila lire in tasca e i vestiti per cambiare,
perché quelli erano bagnati, ho portati altri vestiti e basta,
in una busta di plastica, che non entra l’acqua. Chiusa. Poi
quando siamo scesi, ci siamo cambiati come gente normale.
-roba
da mangiare, da bere?
No.
Per tre ore… Perché per un giorno…
-Per
cui non hai mangiato per tutto il giorno?
R:No,
ho mangiato quando sono andato in stazione
-E
tu cosa avevi nella valigia?
T:
Vestiti
Cioè,
ma io quelli che avevo addosso li ho buttati. Non ho preso niente,
perché quando in stazione ti vedono con qualche valigetta
-E
quindi sei andato da tuo padre, ti ha dato i soldi e questo che ora
era?
Le
tre del pomeriggio
-E
poi hai salutato?
No.
Non ho salutato. Perché da noi quando saluti non va bene.
Sempre così partiamo, senza salutare. perché non è
un viaggio sicuro, perché può darsi che torni, non è
un viaggio sicuro, per quello. Perché molti sono morti sul
mare e poi gli Italiani…quella nave, che c’erano i
bambini, le donne... che... colpito, speronato. Molti bambini... E
quel giorno sempre in Albania adesso si ricorda sempre. E’
stato due o tre anni fa , cioè quattro anni fa. Prima che io
partissi.
T:
Come è stata colpita?
Da
una nave Italiana che loro hanno detto: ritornate indietro e loro non
hanno voluto e sono andati sempre dritti e invece loro con la nave
hanno colpito. Ma dicono che non hanno fatto apposta dicono gli
italiani, ma è come…quello non è mica un
gommone, è una nave. Ma se no… tanto loro li dovevano
scendere. Li prendevano e li mandavano di nuovo in Albania, perché
dovevano li dovevano colpire in mezzo di mare. Quelli che non
sapevano nuotare sono morti tutti, bambini soprattutto.
-Ma
con te c’erano bambini in viaggio? Donne?
Erano
due donne, una era russa e una albanese
-Ma
sono meno le donne vero?
Sono
poche. Dovrebbero essere una su venti…. Io se ho una sorella è
normale che non la lascio partire sul gommone… Ma prima,prima,
prima di partire siamo tutti quanti che dobbiamo partire, fanno le
foto, se succede qualcosa capito? Poi dopo sanno chi è stato,
chi è morto
-Fanno
le foto a tutti?
Si
Si
-Ti
hanno fatto la foto?
Si
ma dopo le bruciano ha detto un mio amico, è normale, appena
siete là, le foto si bruciano. Se dentro in Europa succede
qualsiasi cosa perché loro hanno buttato anche gente in mare
che rompeva i coglioni.
-
Ma tu non li vedi loro in faccia?
Ma
loro fanno il loro lavoro, non hanno niente. Loro sono solo scafisti.
I gommoni, sono gli altri che ce li hanno. Loro lavorano per qualcun
altro, ma rischiano troppo. E da un anno adesso c’è una
legge che gli danno almeno 15 anni se li beccano…
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