IL PRIMO MAGGIO A CERIGNOLA

Il Primo Maggio vedevi il finimondo. Prima vedevi ragazze giovani così 15, 16 anni, 20 anni, tutte quante vestite da zingarella ad andare ballando davanti alla musica. Noi che andavamo suonando chitarra e mandolino, violino pure, in mezzo, ballando ballando, a fare danze.
Gaetano Lorusso

Noi eravamo cortei che eravamo chilometri e chilometri, cioè non c’erano spettatori a godersi il corteo o la manifestazione del Primo Maggio come avviene adesso. Questo è quello che è cambiato. Prima partecipavano tutti, donne, ballerine per la strada, con gli oggetti musicali tradizionali, con fisarmonica, violino, con i minijazz più rudimentali della musica, che per le strade così…manifestavano tutti. Non c’erano spettatori a godersi lo spettacolo della manifestazione.
Domenico Saccinto

Era talmente l’allegria che non si sapeva più dove arrivare, ecco. Si riusciva a prendere persino i bambini piccoli, quattro cinque anni, con le biciclette attorcigliate con carta, con cartine rosse intorno intorno alla ruota della bicicletta, la carta velina, ai fini di arricchire la festa. Era talmente la gioia, era talmente l’allegria che si faceva molte volte senza saperlo.
Nunzio Massaro

Il Primo Maggio di allora era più sentito perché si usciva da una guerra, dall’oppressione fascista e allora ognuno avendo la libertà si sfogava facendo folclore, tutto quello che gli veniva a portata di mano. Uno metteva persino a disposizione gli indumenti della casa, il corredo, coperte di seta e le mettevano anche sui cavalli, sui carretti perché c’era entusiasmo.
Nicola Imperiale

Ci si alzava dalla notte per apparecchiare per mangiare. “Oggi è il Primo Maggio, dobbiamo fare la festa!”. La festa grossa era per noi, la festa più grande era il Primo Maggio. Facevamo la carne, le seppie ripiene, facevamo i pasti più speciali insomma perché era la festa del Primo Maggio, ci dovevamo divertire.
Ripalta Buonomo

Testimonianze tratte da
Primo Maggio. Protagonisti e simboli della festa del lavoro a Cerignola e in Puglia, a cura di G. Rinaldi, Laboratorio Culturale G. Angione, Cerignola, 1982